SVOLTA TUMORE, il Nobel per la medicina: “Ho scoperto di cosa si nutre. Non mangiate mai…”

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Diversi studi scientifici, insieme alla comprensione del meccanismo di funzionamento dello sviluppo delle cellule tumorali, mostrano come cibi ad alto indice glicemico siano il nutrimento migliore per il cancro

I medici ormai non hanno più scuse: devo informarsi ed aggiornarsi agli studi scientifici degli ultimi anni che mostrano una connessione chiara e netta tra alimentazione e cancro. Come afferma lo stesso Franco Berrino, Direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto per lo Studio e la Cura dei Tumori, “ai nostri pazienti negli ospedali diamo il peggio del peggio”.

Abbassare la glicemia nei pasti “fa morire di fame” il cancro

Le cellule tumorali metabolizzano il glucosio a ritmi elevati ed hanno una maggiore sensibilità alla riduzione del glucosio. Tuttavia, i meccanismi molecolari precisi che portano a diverse risposte a glucosio restrizione tra cellule normali e tumorali cominciano ad essere pienamente compresi solo da poco tempo.

In realtà già il premio Nobel per la medicina, il tedesco Otto Warburg, Ph.D.,ha scoperto che le cellule tumorali hanno un metabolismo energetico fondamentalmente diverso rispetto alle cellule sane. Il punto cruciale della sua scoperta era che i tumori maligni spesso mostrano un aumento della glicolisi anaerobica – un processo in cui viene utilizzato il glucosio come combustibile dalle cellule tumorali con l’acido lattico come sottoprodotto anaerobico – rispetto ai tessuti normali. Le cellule sane hanno un assoluto bisogno di ossigeno mentre le cellule tumorali possono vivere perfettamente senza grazie al solo glucosio. La grande quantità di acido lattico prodotto da questa fermentazione del glucosio da cellule tumorali viene quindi trasportato al fegato. Questa conversione del glucosio a lattato genera un, pH più basso, più acido nei tessuti cancerosi così da causare affaticamento fisico generale da acido lattico. Proprio per questo in campo medico si parla sempre di più di alcalinizzazione dei tessuti e dieta alcalina.

Nel 2010 i ricercatori del Center for Aging e del Comprehensive Cancer Centerdell’Università dell’Alabama hanno pubblicato uno studio scientifico su FASEBJournal in cui hanno analizzato la risposta al glucosio di cellule polmonari umane normali e precancerose (ovvero in uno stadio che precede di poco la trasformazione tumorale vera e propria). Entrambi i tipi cellulari sono stati fatti crescere in vari terreni di coltura, ricevendo quantità di glucosio normali o ridotte nel corso di alcune settimane per vedere come e quanto si moltiplicavano e per registrarne la sopravvivenza. I risultati parlano chiaro: se lo zucchero a disposizione scarseggiava, le cellule normali vivevano più a lungo, quelle pre-tumorali morivano. Inoltre valutando l’espressione e l’attività di alcuni geni i ricercatori hanno visto che la dieta a basso contenuto di glucosio stimolava un aumento dei livelli di telomerasi, l’enzima che «mantiene giovani» e ostacolava un gene che ne riduce l’attività. Infatti i telomeri sono le strutture terminali dei cromosomi che si accorciano man mano che si invecchia).

Nel 2012 gli scienziati dell’Università Rey Juan Carlos di Madrid hanno scoperto un altro meccanismo chiave che collega il cancro agli alti livelli di zucchero. Lo studio pubblicato sulla rivista Cell dimostra che elevate quantità di glucosio nel sangue, come quando consumiamo un pasto ricco di zuccheri e farine, stimolano una proteina chiamata β-catenina che era già nota essere un fattore importante nello sviluppo di molti tumori specialmente nei primi stadi della progressione del cancro. Lo studio ha quindi dimostrato che un alto livello di zucchero induce un accumulo nucleare di β-catenina che porta alla proliferazione del cancro.

Lo zucchero crea le cellule tumorali

Ma non finisce qui. Nel 2014 i ricercatori della University of California hanno pubblicato uno studio straordinario sul Journal of Clinical Investigation. Gli autori affermano: “Vi è una notevole rinascita di interesse per il ruolo della glicolisi nel cancro. Tuttavia, l’aumento della glicolisi è visto spesso come conseguenza di eventi oncogenici che guidano la crescita delle cellule maligne e la loro sopravvivenza. Qui forniamo la prova che l’aumento di attivazione della sola glicolisi può essere un evento oncogenico in un modello di coltura 3D fisiologicamente rilevanti.” Essi dimostrano infatti che l’aumento del glucosio nel corpo porta alle prime fasi di creazione delle cellule tumorali, mentre la cessazione di assunzione del glucosio inverte le cellule cancerogene in cellule normali.

In sintesi: I cibi ad alto indice glicemico sono cancerogeni e alimentano le cellule tumorali già esistenti.

Come impedire eccessive quantità di glucosio nel sangue

Il glucosio è un nutrimento per tutte le cellule sane, tuttavia come ogni cosa, quando è in eccesso crea danni. Questa problematica è molto grave negli ultimi anni a causa del cambiamento repentino di alimentazione che in sole due generazione è avvenuto negli esseri umani. La raffinazione di farine e cereali insieme alla commercializzazione su larga scala di zucchero, miele e dolcificanti vari, ha portato al consumo di cibi ad alto indice glicemico.

L’indice glicemico è una misura di quanto un determinato alimento influisce sulla glicemia. Cibi ad alto indice glicemico innalzano molto e velocemente la glicemia e questi cibi sono: tutti gli zuccheri (raffinato, grezzo, canna), miele, dolcificanti, farine bianche, riso bianco, pasta, pane, pizza.

I cibi ad alto indice glicemico entrano nel flusso sanguigno molto rapidamente ed è il modo più efficace per alimentare le cellule tumorali esattamente ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere. Così, ogni volta che una persona con il cancro o con cellule pre-cancerose mangia questi cibi in qualsiasi forma (zucchero da tavola bianco, dolci, biscotti, caramelle, o di alimenti trasformati con aggiunta di zucchero), è come se sta gettando benzina sul fuoco!.

Quindi le terapie per il cancro dovrebbero comprendere la regolazione dei livelli di glucosio nel sangue attraverso la dieta. E’ importante accompagnare ogni pasto con una abbondante porzione di verdure crude e/o cotte che permettono di abbassare l’indice glicemico del pasto. Le verdure amidacee invece, come le patate, devono essere consumate in piccole quantità, così come la frutta dolce (banane, cachi, ecc..) che ha un elevato contenuto di fruttosio. Consumare pesce, carne bianca, uova biologiche e grassi sani che non hanno alcun impatto negativo sulla glicemia e anzi svolgono la funzione di stimolare una dieta chetogenica ad alto valore terapeutico (se consumati senza carboidrati).

Consiglio. Proprio qualche giorno fa abbiamo spiegato come l’aceto di mele permetta di abbassare la glicemia, oltre a migliorare la digestione, il metabolismo e il sonno.

Come fare: bevi un bicchiere d’acqua a cui aggiungi un cucchiaio di aceto di mele 10 minuti prima dei pasti principali.

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